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La pedofilia

febbraio 20, 2012 in Attualità, Psicologia

Oggi vorrei trattare un argomento piuttosto delicato che purtroppo è diventato spesso argomento di cronaca.
Troppo spesso aprendo un giornale leggiamo di abusi sui minori,storie raccapriccianti. La mia esperienza al telefono azzurro mi ha portato a studiare anche questo argomento.
Se sentite parlare un pedofilo,egli affermerà quasi sempre che i bambini non sono loro vittime ma partner consenzienti e già questa affermazione è qualcosa che alle nostre orecchie sembra inimmaginabile,anche perchè quand’anche un minore fosse vagamente consenziente,i due non sono comunque in una situazione di parità,in quanto uno è un adulto esperto e l’altro un bambino inesperto.
In genere l’adulto riesce a mantenere il segreto perchè minaccia il bambino con delle frasi tipiche:”non ti aiuterò più a fare i compiti…oppure io starò sempre dalla tua parte ti aiuterò sempre”,oppure minaccia di fare del male ai suoi cari o con minacce fisiche ma in genere il gioco è psicologico. Quindi il minore si trova a subire due tipi di violenze che si porterà dietro tutta la vita:una violenza fisica e una psicologica.Se beccati i pedofili negano molti sono convinti di non fare del male ai bambini e che il loro interesse sessuale è una dimostrazione del loro amore.Spesso sostengono anche che se non c’è penetrazione non c’è danno.Queste convinzioni fanno si che il pedofilo ripeta le violenze sullo stesso minore o su altri.
I familiari molte volte fanno finta di non vedere e questa è un’ulteriore ferita profonda :colui che ti dovrebbe difendere,mette altro al di sopra di te…è un tradimento durissimo difficile da superare.
Molti si chiedono come fanno dei bambini a dare la loro testimonianza?
Due sono i metodi con cui si ascolta il bambino: Il gioco e il disegno. Per il gioco vengono messe a sue disposizione bamboline in cui riconosce i personaggi della storia e ricrearla,nei disegni invece spesso i bambini raffigurano le loro paure e le violenze subite.Numerosi sono gli studi sui disegni, ai bambini di solito viene chiesto di fare il disegno della figura umana e della famiglia,poi c’è il colloquio che nasce dall’osservazione dei giochi e dei disegni.Purtroppo occorrono anni di terapia per superare traumi del genere, il rischio è che la rabbia e il dolore vengano indirizzati verso se stessi,è per questo che persone adulte che si fanno del male come ad esempio tagli sugli arti,tentativi di suicidio…spesso hanno alle spalle storie di abuso.
Di seguito scrivo i numeri ai quali rivilgersi nelle varie città:
ABM Firenze 055214947
ANAIS Napoli 0815560153
Ass.FAMIGLIA E MINORI Roma 06310776
CAF MIlano 028265054
CTM Reggio Calabria 096525423
HANSEL E GRETEL Torino 011500333
Servizio di psicoterapia e psichiatria Babin Gesù Roma 0668591
Telefono Azzurro N. per gli adulti Bologna 030226363

MOLTI ALTRI SONO I NUMERI E LE ASSOCIAZIONI CHE POSSONO AIUTARE ,MA FONDAMENTALE è LA DENUNCIA…NESSUNO HA IL DIRITTO DI IMPADRONIRSI DELLA VITA DI UN ALTRO

Saper ascoltare

agosto 29, 2011 in Psicologia

Il mondo di oggi è un mondo definito della comunicazione, infatti siamo inondati di informazioni immagini filmati…all’istante possiamo vedere quello che succede dall’altra parte del mondo possiamo fare una videochiamata tramite pc possiamo chattare sembrerebbe proprio la globalizzazione della comunicazione.
Ma quanto sappiamo veramente comunicare?Anzitutto il web ci toglie tutto il contorno delle parole,infatti non sentiamo il tono della persona con cui si discute,non vediamo l’espressione del viso insomma tutto quello che è il linguaggio non verbale. Mi colpiva osservare mia figlia che chattava con gli amici il discorso era pressocchè questo: -”ciao – ciao -come stai? – bene e tu? – bene, che fai? – niente ” e poi non sanno cosa dirsi. Io penso sia anche sparita la voglia di comunicare…se adesso si comunica in continuazione,viene meno il desiderio di raccontare qualcosa,l’attesa di poterlo fare sembra quasi che lo si faccia perchè si deve.
Un’altra cosa che mi preme sottolineare è che quand’anche si riesca alla fine a parlare con qualcuno ,quante volte capita che se racconti un tuo problema l’altro immediatamente fa:eh non sai a me che è capitato!Ma che è una gara? una disputa su chi ha avuto un problema più grande? Impariamo a comunicare!!! La cosa più importante nella comunicazione fra due persone è SAPER ASCOLTARE;sembra scontato ma non lo è affatto, saper ascoltare non significa solo prestare attenzione,ma anche rimandare questa attenzione o con del cenni del viso o con il tono,osservare il linguaggio non verbale e cercare di cogliere dei segnali fra le righe!
A volte una persona può sorridere mentre racconta un fatto serio beh se la volete aiutare a confidarsi rimandategli in modo comprensivo che sta sorridendo di un fatto problematico…beh scoprirete che ad un tratto quella persona scoppierà a piangere e si confiderà con voi perchè quella risata in psicologia è chiamata risata della forca. Mettiamo da parte il nostro egocentrismo la nostra voglia di stare al centro dell’attenzione e cominciamo ad aiutare gli altri a partire dal semplice ascolto! Vedrete scoprirete un sacco di cose sugli altri e su voi stessi
Buon ascolto!

Essere assertivi 2

luglio 28, 2011 in Psicologia

Eccoci qua come promesso al seguito dell’articolo sull’assertività.Innanzitutto per essere assertivi bisogna ovviamente avere pensieri positivi ed evitare alcuni giochi che di solito mettiamo in atto come la generalizzazione per cui la vita diventa una profezia che si autoavvera di continui fallimenti. Un altro gioco che facciamo è la catastrofizzazione dove tutto è sempre ingrandito;la lettura della mente che spesso ci fa pensare ad esempio se uno non ci saluta che ce l’ha con noi;quello magari ha dei problemi e non c’ha proprio visto.Un altro modo che abbiamo per essere assertivi è non cedere ai “devo” che abbiamo nella testa,dirsi delle affermazioni positive su di sè tipo :sono bravo a lavoro,posso chiedere,darsi il permesso di commettere degli errori.
Se nascondiamo le nostre opinioni e i nostri sentimenti, non diamo agli altri la possibilità di conoscerci e ci priviamo la possibilità di avere amici.
Occorre poter dire no.
In realtà ci sarebbe ancora molto da dire, se avete tempo ci sono vari link in proposito che a tempo perso vi consentiranno di approfondire