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Viaggi globali-Appunti di viaggio, parte seconda.

agosto 24, 2011 in Viaggi

Appunti di viaggio

I viaggi hanno quella delicatezza delle parole sussurrate a coloro che amiamo e, sebbene in questa notte pungente i nostri discorsi siano l’eco delle prossime avventure, di tanto in tanto il pensiero vola via in quell’angolo confortevole, dove i nostri vecchi impastano le loro saggezze con i canti della tradizione: le nostre radici. E così il girovagare tra le dolci valli, che adesso riposano al chiaro di luna, rappresenta per noi un filo diretto con i nostri affetti, anche se miglia e miglia lontani. Sogniamo qualche ora, anche noi.

Dopo aver smontato le nostre tende, di buon ora, abbiamo preferito saltare la colazione, rinunciando ad un’ ottima tazza di caffè bollente e nero come la notte, per poter guadagnare il tempo necessario per goderci il tramonto sulla costa al confine. L’idea è principalmente nata da Mario, che ha recuperato una sua vecchia conoscenza delle scuole superiori, da quelle parti e che si è offerta di ospitarci per qualche giorno; abbiamo dunque pensato di goderci, dopo questo peregrinare tra le colline toscane, la fine dell’estate sulla riviera ligure. Un tre o quattro giorni dovrebbero essere sufficienti per rifocillarci e dare un’occhiata generale alle nostre moto.

A proposito dei nostri infaticabili destrieri, vorrei cogliere l’occasione per spendere qualche parola in più in merito ad alcuni dettagli tecnici e non: il viaggio, tanto per cominciare, andrebbe spesso condiviso con un gruppo o anche con un solo compagno o compagna; si scoprirebbe in quel modo che vi è un filo conduttore che accomuna ogni singolo componente di questa famiglia, più o meno allargata. Si insegue il gusto della semplice avventura. Si trovano esempi di queste spedizioni ai confini della civiltà, nella poesia e nella letteratura americana della seconda metà del Novecento; abbiamo così scelto, sull’onda emotiva del viaggio libero e spensierato, due moto che restituissero nei percorsi di volta in volta progettati, i versi inebrianti di un Burroughs o di un Ginsberg, così come negli anni della contestazione, altri cavalieri esploravano se stessi, s’impratichivano con un vocabolo tutto sommato nuovo, quale era il sostantivo libertà e vivevano, letteralmente, le poetiche americane.

Le moto da noi scelte, per ovvi motivi, non solo avrebbero dovuto soddisfare la ricerca del nostro essere, ma dovevano garantirci buone prestazioni nelle diverse condizioni di terreno che avremmo incontrato; l’acquisto non è stato dei più semplici ed ha comportato alcuni sacrifici economici, ma per l’impresa è valsa la spesa e così, eccoci sulle nostre BMW R1150 GS versione Adventure, modello che risale al 2004, con motore boxer bicilindrico, potenza attestata sugli 85 cv a 6750 giri/min, cambio a sei marce, sequenziale ed una velocità massima di 195 km/h; il tutto completato naturalmente da un set di valige rigide. Ci siamo voluti coccolare un po’, ecco e la strada sotto di noi si srotola come quel leggendario fiume in piena della Beat Generation, che terminava a cascata nelle profonde notti americane.

Viaggi globali- Appunti di viaggio, parte prima.

luglio 11, 2011 in Viaggi

Viaggi globali

L’idea di questa rubrica, divisa in vari interventi di volta in volta, poggia sul desiderio di scrivere non solo di viaggi, compiuti o in fase di progettazione o semplicemente immaginari; vorrei trattare anche argomenti riguardanti l’economia sostenibile, le problematiche del terzo mondo, la globalizzazione, la cultura delle minoranze e di coloro che non hanno potere decisionale sulle sorti del proprio paese.

Il viaggio è un moto dell’anima, ancor prima di essere un moto fisico: in una fase antecedente all’organizzazione del viaggio propriamente detto, la mente stimola la fantasia e dinanzi agli occhi del viandante si srotolano le intessiture di un’avventura vissuta ancor prima che sia terminata: si pregusta l’adrenalina di un moto, il quale probabilmente potrebbe perpetuarsi nel tempo. Definire, tuttavia, le coordinate spazio-temporali non ha un grande significato, per quelli che dovrebbero essere gli esiti del viaggio, specialmente se si tiene fede al concetto di viaggio come percorso e non come ciclo che si chiude, con l’arrivo in una data destinazione. Si può, nondimeno, percepire lo stesso, come un esercizio di auto disciplina, per la propria anima soprattutto. Infatti, pensare o scrivere di viaggi equivale a tracciare una mappa mentale personale. I ricordi ed i progetti futuri sono le strade da percorrere o che abbiamo percorso. Una volta giunti poi, nell’utlimo istmo di terra, dinanzi all’oceano o dinanzi al mare (i quali rappresentano l’anima ed i nostri istinti), possiamo attendere che il sole lasci lentamente il suo posto nel cielo (ovvero le nostre aspirazioni). Al suo tramonto ci induce a ripercorrere il sentiero appena battuto, affinché si intraprendano nuove esplorazioni del nostro essere.

E così fu; un bel giorno io ed il mio amico Mario progettammo il viaggio: Roma- Aix-en- Provence, in moto, le nostre moto.

Ed eccoci qui, oggi, in una data indefinita della nostra era, nell’autogrill a sorseggiare del mate, bevanda che qui in Italia importano da una terra lontana, nel sud del Mondo: l’Argentina; persino una bevanda percorre miglia e miglia per deliziare i diversi palati. Questa, però, è un’altra storia. Torniamo al prefabbricato in legno, adibito a fast food e mini market per chi mangia i kilometri, per disparate ragioni. Assaporare il siero della Pampa, persi nei nostri pensieri è un privilegio per le nostre anime, con lo sguardo fisso, oltre le vetrine al neon. I tir scorrono sul nastro bollente; sciami di famiglie si avvicinano alla stessa oasi dove ci siamo rifugiati, in attesa che la prossima fantasia si concretizzi e ci riporti in sella ai nostri destrieri; tornare alla lingua cinica e nera, che sensuale si insinua nella macchia mediterranea.

“ […] strisciano verso il ritmo i tarantolati, schiacciati dallo spazio senza tempo/ viaggiano i viandanti, viaggiano i perdenti/ viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti, viaggia sua Santità [...]1

1Dalla canzone In viaggio, Consorzio Suonatori Indipendenti;