Inseguendo un veliero nell’Oltrepò Pavese, tra salumi, vino e vigneti storici

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Oltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino ButtafuocoOltrepò Pavese, tra salumi e vigneti storici e il vino Buttafuoco

Nelle terre in cui storicamente si parla del prestigio delle bollicine del pinot nero o dell’allegria della bonarda, un viaggio “alternativo” nell’Oltrepò Pavese può portare a scoprire luoghi, piatti e bicchieri del tutto inaspettati. A indicare la strada, in quella zona dove finisce la Pianura Padana e iniziano gli Appennini, c’è, curiosamente, un’ottocentesca nave della Marina Imperiale austro-ungarica sospinta da vele: è il simbolo del vino Buttafuoco. La leggenda vuole che il nome sia il ricordo di una battaglia perduta da una compagnia di marinai impegnati in operazioni di traghettamento sul fiume Po nei pressi di Stradella e poi nella guerra contro i franco-piemontesi. Un vino del luogo (il Buttafuoco, appunto) che «ebbe più successo del fuoco della battaglia nell’attirare a sé i coraggiosi marinai, che, dentro una grande cantina, fecero strage di botti e bottiglie». Nasce così, quindi, la leggenda del Buttafuoco che, soprattutto negli anni più recenti, sta diventando uno dei protagonisti dell’Oltrepò.

Il territorio e i suoi sapori

Chiamato lo Sperone di Stradella, fra i comuni di Broni, Canneto Pavese, Castana, Cigognola, Montescano, Stradella e Pietra de’ Giorgi, questo territorio è la punta più a nord degli Appennini. Per un percorso in autonomia, si può partire da Canneto Pavese, proprio dalla sede-enoteca del Club del Buttafuoco storico, dove oltre a tutti i vini nati nelle vigne storiche si possono acquistare oltre 80 etichette dei 16 soci del Consorzio. E poi, magari aiutandosi con l’app aggiornata OltrepoPavese, ci si può muovere in auto, ma anche in bicicletta o, magari, viste le alture, affittando un e-bike da Baisa E-Bike. A Stradella c’è da vedere la torre civica, l’elegante teatro sociale, il museo naturalistico e il museo della fisarmonica, inaugurato nel 1999 alla presenza del cantautore Paolo Conte. E poi, è bello spingersi sugli Appennini, magari passando dalla fontana Missaga a Montescano (secondo alcuni l’acqua che sgorga è un elisir di lunga vita), spingendosi fino alla Rocca di Montalino (con accanto la chiesa romanica di San Marcello), oppure alla torre di Soriasco a Santa Maria della Versa o, ancora, al museo del cavatappi a Montecalvo Versiggia. Se invece siete a piedi, si può passeggiare ammirando le sculture in legno di Marco Piovani, in un percorso che si conclude a Montarzolo con la Dama del Buttafuoco, andando anche a trovare il presidente del consorzio, l’eclettico Davide Calvi.

A farla da padrone, anche in Oltrepò, sono sicuramente i sapori della tradizione. Impensabile una gita in queste zone senza provare i famosi salumi. A poca distanza c’è Varzi (patria dello storico salame), ma potete tranquillamente restare anche nella zona dello Sperone di Stradella per assaggiare veri capolavori. La tradizione del maiale è indiscussa e ovunque c’è diffusa una conoscenza sul tema che lascia sbalorditi. Ogni ristorante, trattoria o wine bar propone un tagliere di grande ricercatezza, rigorosamente accompagnato dal Miccone di Stradella (un pane di grande pezzatura, con la crosta croccante e l’interno morbidissimo) o dalla schita, preparata soltanto con farina, acqua, sale e poco strutto. Si possono degustare salumi e formaggi nell’enoteca Giorgi di Canneto Pavese, oppure salire verso il delizioso borgo di  Golferenzo, per prendere un aperitivo a Palazzo Belcredi Belloni, godendosi un meraviglioso tramonto. Per un pranzo più tradizionale, lo storico ristorante Bazzini offre una splendida terrazza panoramica sui vigneti: da assaggiare rigorosamente i Bata Lavar (più o meno letteralmente «batte il labbro»), grandi agnolotti tradizionali dal peso esatto di 35 grammi, con intenso ripieno di stufato, formaggio e uova. Tutelati da una attenta confraternita, solo il ristorante Bazzini ha la “licenza” per proporli in menù. In zona, per il pernottamento, c’è la Foresteria Lombarda – La vecchia cantina a Canneto Pavese e, per non rinunciare a un “saporito souvenir” di salumi, diventa interessante una visita allo storico Salumificio Daturi, per il salame crudo classico (altra istituzione del territorio), l’appetitoso cotechino (con carne di maiale e cotenna), la pancetta con la cotenna cucita a mano e la spalla cotta, ottima sia come affettato sia come arrosto, se cotta ulteriormente e tagliata a fette più spesse.

Il veliero nel Bicchiere

Il Buttafuoco è un vino inaspettato, intenso, strutturato, frutto di un uvaggio potente come quella nave imperiale. Nel corso dei decenni, i vignaioli del territorio, conoscendo terroir e potenzialità, hanno individuato la proporzione delle diverse uve e oggi il Buttafuoco Storico ha il  50% di croatina (intensità tannica, colore e sentori di frutta rossa), il 25% di barbera (con la sua acidità è la spina dorsale del vino) e il resto con gli intriganti ughetta di Canneto e uva rara, che danno note di eleganze e una piacevole austerità. Per la produzione di Buttafuoco Storico, le quattro uve devono provenire da un unico vigneto e sono ammesse solo quelle vigne che storicamente hanno nei secoli generato Buttafuoco di altissima qualità, posizionate all’interno della “zona storica” e iscritte all’albo vigneti di Regione Lombardia con il loro nome tradizionale. Tutte le pratiche colturali devono mirare alla ricerca della massima qualità e al rispetto dell’ambiente e il vino che ne nasce è di colore carico, con caldo, con grande corpo e struttura importante, ideale per l’invecchiamento Alla svinatura il Buttafuoco Storico passa in botti di legno per un affinamento minimo di dodici mesi e poi  in bottiglia per almeno altri sei mesi.

Per far conoscere meglio il territorio e il vino, il Club del Buttafuoco Storico anche per il 2021 ha organizzato una nuova edizione di Scollinando, la manifestazione che da vent’anni promuove l’Oltrepò Pavese.  Quest’anno, anche alla luce delle restrizioni e della sicurezza, si presenta in una veste inedita e “su misura” con la partecipazione delle 16 aziende vitivinicole del consorzio. Fino al 31 ottobre, ospiteranno visite guidate disponibili solo su prenotazione e in programma tutti i sabati e le domeniche fino a fine d’ottobre, con partenza alle 11.00 e alle 15.00. Ogni appuntamento ha una durata di circa due ore e, dopo una visita tra i vigneti o alla cantina, si passa alla scoperta dei sapori dell’Oltrepò, con una degustazione guidata di almeno tre delle etichette più rappresentative del territorio: un Buttafuoco Storico dell’annata 2015 o 2016, una Bonarda frizzante e un vino bianco fermo come il Riesling o un Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese. Ad accompagnare i calici, la migliore selezione di prodotti tipici rigorosamente a chilometro zero, come il celebre salame della Val Versa, la pancetta, la coppa e i formaggi stagionati e freschi come la caciotta.

I partecipanti possono  prenotare l’esperienza dal sito del Club del Buttafuoco Storico, ma la cantina e il programma completo vengono svelati solo pochi giorni prima dell’incontro, anche in base agli interessi dei partecipanti. Dalle passeggiate ai lavori in vigneto, fino alle visite in cantina e alla linea di produzione, passando per la tavola, con tasting guidati alla scoperta dei migliori vini dell’Oltrepò abbinati alle tipicità gastronomiche. Tutte le informazioni relative alle visite guidate di Scollinando 2021 sono disponibili all’interno del sito del Consorzio Club Buttafuoco Storico, mentre alla pagina www.buttafuocostorico.com scollinando sono già aperte le prenotazioni per tutti i fine settimana fino al 31 ottobre 2021.

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