Sei posti dove mangiare all’aperto nelle Marche

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Da Erard i tavoli sono sul vignetoRistorante Erard a Montecarotto (AN)A lume di lanterna da Mazzola a Senigallia (AN)Degustazioni con vista vigneto a Senigallia La Tressa a Fano (PU)Gnocchi di patate alla granceola alla tressa di Fano (PU)L’aia di Beerstrot a Filottrano (AN)Da Norma a Poggio San Romualdo (AN) Il sugo dei Porcarelli al ristorante “Da Norma” I porcarelli del ristorante Da Norma (AN)Il picnic sui pascoli all”Abbazia di Valdicastro (AN)

Mangiare all’aperto godendo di panorami mozzafiato. Ristoranti e cantine si sono attrezzati per l’ospitalità outdoor: c’è la cucina ricercata, la tradizione, ma anche le degustazioni a lume di lanterna lungo il vigneto e un picnic rinforzato sui prati montani. Tra mare, campagne rigogliose e montagna, nelle Marche c’è l’imbarazzo della scelta. Ecco sei posti dove il valore aggiunto è lo spazio all’aperto.

Da Erard pesce e vino vanno a nozze, immersi nei vigneti del Verdicchio

Cucina di mare e buon vino sono le prerogative di Erard, ristorante condotto da Sara Gasparrini in sala e dallo chef Pasquale Russo in cucina. Siamo a Montecarotto (AN), e il pesce si gusta in collina. Mangiare all’aperto con vista a perdita d’occhio sui vigneti biologici e la bottaia più imponente delle Marche sotto i piedi. Circa sessanta coperti. I piatti da non perdere sono: la chitarrina al nero di seppia con gamberi rosa dell’Adriatico marinati al lime e zenzero; oppure il polipo grigliato, servito su latte di cocco, salicornia e trito di noci. Immancabili le fritture di pesce e il filetto di ricciola dorata alle mandorle con misticanza, briciole di feta e polvere di olive nere. La crema catalana al caffè con ghiacciata al Varnelli è il must dei dessert. Dolce curiosità, è uno dei pochi ristoranti dove si possono prenotare le nozze in cantina all’interno della barricaia.

Mazzola, vino e streetfood a lume di lanterna

Ritrovo per wine lovers sulle colline di Senigallia (AN), città nota per la sua “spiaggia di velluto” e “faro gourmet” dell’Adriatico, vista la presenza dei ristoranti stellati di Mauro Uliassi e Moreno Cedroni. Qui si degustano i vini e gli oli extravergini prodotti in azienda. Un terrazzo naturale con vista sui vigneti e le colline, con tavoli che offrono atmosfera riservata e grandi spazi dove rilassare lo sguardo. Si può scegliere il proprio posto sotto a un ulivo secolare o ai margini del vigneto biologico e mangiare fino a tarda sera a lume di lanterna cullati dalla brezza marina. L’accoppiata vincente è tra i vini, gli oli extravergini da cultivar locali, valorizzati su una fetta di pane fresco, ma c’è anche anche lo street food: fritture di mare e panini gourmet in primis.

Sulla spiaggia di Fano soffia la Tressa, la nuova trattoria di mare dello Chef Scarantino

Lo chef Antonio Scarantino ha aperto a Fano (PU) il suo secondo ristorante: La Tressa. Una trattoria di pesce che prende il nome della tempesta d’estate che arriva all’improvviso, con il vento che soffia dal mare. Piatti semplici e gustosi, un posto per famiglie e amici con un garden esterno dove mangiare e godere della brezza marina. Mare e natura si fondono in un matrimonio di sapori semplici e originali, in cui la panzanella e la parmigiana si sposano con il pesce. Da segnalare le mazzancolle croccanti con fricandò; i fusilli con Katsuobushi (tonno essiccato); la ricciola in carpione, ginepro, mandorle e pinoli, oppure le alici con pane raffermo, pomodoro e basilico, crema di zucchine con ravioli di ricotta e crostacei. Poi i totanelli alla parmigiana o il tagliere di pesci affumicati con pane furbo (incrocio tra piadina e pane) e composta di cipolle, calamari alla brace, pomodoro e bufala. Per finire l’emulsione di limone e basilico, il semifreddo con amaretti e squaglio di cioccolato, oppure il gelato di crema e salsa ai mirtilli, coltivati direttamente dallo chef.

L’hamburger e la birra artigianale del Beerstrot di Filottrano (AN)

Beerstrot offre birre esclusivamente artigianali prodotte dai microbirrifici locali accostate a una cucina di ispirazione American style. Otto le tipologie di birra alla spina a rotazione per una rinfrescante serata sull’aia di un casale dei primi del Novecento. Il pezzo forte è l’hamburger “Beerstrot”: carne di manzo, cheddar, pomodorini confit, cipolla caramellata, bacon e insalata. Poi c’è una selezione di hamburger stagionali e una versione estiva con carne di manzo, pesto di basilico e pinoli, pomodoro fresco e mozzarella di bufala. Non mancano le proposte vegetariane. Si mangia solo all’aperto e in caso di maltempo il ritrovo lo sarà chiuso, perché non ci sono coperture. Aperti soltanto la sera, la vista è mozzafiato e spazia dai monti Sibillini ai tanti castelli medievali che costellano la campagna marchigiana.

Poggio San Romualdo (foto tratta da Facebook: https://www.facebook.com/Poggio-San-Romualdo-328589000632794)

La montagna di Norma: i “porcarelli” sui prati montani

Il ristorante (e albergo) da Norma è una specie di istituzione della montagna marchigiana. Nato nel 1965, si trova a Poggio San Romualdo, sul monte San Vicino, a cavallo tra le province di Ancona e Macerata. Da luglio a settembre ospita gli escursionisti tutti i giorni a pranzo e cena, mentre d’inverno solo nel weekend. Dai tavoli sotto agli alberi si gode un panorama a perdita d’occhio su grandi prati fioriti. La cuoca è la signora Isolina Pelucchini e insieme al titolare Massimo Bertazzo, oltre venti anni fa, ha inventato i “porcarelli”, un primo piatto che rappresenta il must di Norma: una pasta lunga fatta di semola di grano duro e acqua, tagliata alla misura di mezzo spaghetto. Ricco il condimento: un sugo denso di pomodoro fresco, pancetta affumicata, pancetta dolce, basilico, generosa grattugiata di formaggio pecorino romano e, infine, l’aggiunta di un pesto che aromatizza ancor di più il condimento. Si chiamano “porcarelli alla burina”. Il camino sempre acceso sparge l’odore di brace tutt’intorno. D’inverno c’è la polenta e anche d’estate vanno forte le pappardelle al cinghiale. Per finire, un sorso di grappa aromatizzata in casa alla mela verde e all’asperula, erba spontanea raccolta nei dintorni. In questo periodo si mangia sotto alla veranda oppure ai tavoli rustici all’ombra degli alberi.

Valdicastro: il picnic di montagna si chiama #tuttialpascolo

Un grande pascolo in una stretta valle di montagna circondata da castagneti e faggete secolari e un’abbazia fondata nel secolo XI. Sull’Appennino fabrianese l’azienda agricola che alleva bovini di razza marchigiana e maiali di razza ha valorizzato i grandi spazi all’aperto per proporre il picnic dal giovedì alla domenica. Si mangia appoggiati a grandi balle di fieno. L’aria di montagna mette appetito e dalla cucina si possono acquistare diversi cestini per il “picnic rinforzato”. Oltre alle cresce, ai salumi e ai formaggi che provengono dall’azienda agricola di proprietà, dalla cucina escono le tagliatelle e ravioli con il tartufo, ma anche gli hamburger “del Monaco”, o il cestino vegetariano. I salumi sono rustici e di qualità e le carni biologiche sono il frutto dell’allevamento allo stato brado. Il salame soppressato, quello lardellato e le salsicce fresche di suino, sono i must. I formaggi sono prodotti nell’annesso caseificio.

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