Vacanze in Lombardia: si può fare

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Quando si parlava in dialetto si diceva Milan l’è un gran Milan. Da allora è passato davvero molto tempo, ma il detto è sempre valido, anzi Milano, oggi, è ancora più grande. È la vera città italiana di respiro internazionale al pari di Londra, Parigi e New York. È dove succedono le cose, moltissime cose: ci sono modernità, arte, cultura, design e gioia di vivere, ma anche un sacrosanto rispetto per la tradizione.

Vacanze in Lombardia: mangiare a Milano

Parliamo della ristorazione. Il capoluogo lombardo è diventato il punto di convergenza delle tendenze gastronomiche del mondo, in versione «alta», come quella indiana di Cittamani, quella novoandina di Pacifico e quella fusion di Iyo, primo ristorante etnico stellato d’Italia. Una prelibata invasione che non ha impedito alle cucine esistenti di godere ancora di buona salute, e così accanto a ceviche, sushi e tandoori anche nelle nuove trattorie si gustano ossobuco e risotto, mondeghili (polpette) e cassoeula che fanno sempre commuovere i milanesi, e non solo loro.

Vacanza in Lombardia: dove andare?

Poi c’è tutto il resto della Lombardia, e accanto a luoghi votati da sempre al turismo, come il lago di Como superstar e le magnifiche città d’arte come Bergamo Alta, si stanno affermando territori tradizionalmente legati alla realtà agricola, spinti da un crescente desiderio di rigenerarsi a contatto con la natura, e con la terra in generale. Un esempio è la Lomellina, capoluogo Vigevano, in provincia di Pavia. È un paesaggio pianeggiante e agreste il cui aspetto è stato definito dalla coltivazione intensiva del riso e dall’influenza del Po e del Ticino.  A preservare la biodiversità ci sono due parchi regionali, meta di visite ed escursioni.

Roberto Conti, dopo il Trussardi di Milano e l’Hotel de la Ville a Parma, è tornato a casa, a Mortara, per aprire il suo RC Resort con camere vista risaie e un ristorante dove valorizza i prodotti della Lomellina (i suoi risotti sono prelibati). A mezz’ora di strada, anche l’hotel Eridano a Sannazaro de’ Burgondi è una meta: al ristorante Ottocentodieci, Rigels Tepshi, origini albanesi ma italiano da sempre, usa la cipolla di Breme, il caviale di Cassolnovo e il riso Riserva San Massimo coltivato nel Parco naturale lombardo della Valle del Ticino, il primo istituito in Italia nel 1974.

Cambiamo scenario. A nord, in Valtellina, il visitatore viaggia tra storia e paesaggio: graffiti neolitici del Parco delle incisioni si alternano a vestigia romane, come la fonte termale pliniana a Bormio (ora godibile al QC Terme), e a castelli medievali, messi lì a difendere il Ducato di Milano. Il tutto circondato da montagne di granito per la gioia di chi arrampica, cascate che competono con il salto Angel del Venezuela e le piramidi naturali del Postalesio. Qui il cibo è buono, semplice e antico: pizzoccheri, bresaola, formaggi. Ma anche nobilitato a La Preséf di Mantello, al Cantinone di Madesimo e alla Lanterna Verde a Villa di Chiavenna, premiato anche con la stella verde Michelin per la cucina sostenibile.

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